
Prima della due diligence, la PMI innovativa dovrebbe correggere anzitutto gli scarti che rendono difficile ricostruire una decisione societaria: dati diversi tra atti e documenti operativi, verbali non coerenti con gli effetti rappresentati in bilancio, asset immateriali descritti senza una catena documentale leggibile e informazioni societarie aggiornate solo in parte. La priorità non è produrre più documenti, ma ricomporre un quadro nel quale ciascun documento confermi o spieghi l’altro.
Una correzione utile parte da una domanda concreta: per ogni fatto rilevante — compagine, deleghe, apporti, progetto innovativo, disponibilità di un asset o decisione dell’organo amministrativo — si riescono a individuare il documento che lo attesta, la data, il soggetto che lo ha deciso e l’effetto che quel fatto ha avuto nella documentazione successiva? Se la risposta è negativa, lo scarto va classificato, ricostruito e trattato prima che il confronto con un potenziale investitore, acquirente o controparte lo trasformi in una richiesta ripetuta di chiarimenti.
In sintesi
- Correggere prima le divergenze tra identità societaria rappresentata negli atti, nelle comunicazioni interne e nei documenti economici.
- Ricostruire il collegamento tra delibera, esecuzione pratica e rappresentazione contabile o documentale della stessa decisione.
- Separare ciò che è documentato da ciò che è soltanto descritto, soprattutto per progetti, know-how e altri asset immateriali.
- Non colmare un vuoto con una spiegazione retrospettiva generica: serve individuare il fatto, la fonte disponibile e il documento che può chiarirlo.
- Portare subito all’attenzione dello studio gli scarti che coinvolgono operazioni societarie, patrimonio, titolarità di asset o dati economici già usati per decidere.
Le incoerenze societarie che meritano priorità
La prima incoerenza riguarda la ricostruibilità della governance. Può accadere che una scelta risulti nei messaggi operativi, in una presentazione destinata a terzi o nella gestione quotidiana, ma che manchi il collegamento con l’atto o il verbale che la colloca nel percorso societario. Il problema non è l’esistenza di una singola comunicazione: è l’impossibilità di capire se quella comunicazione descriva una decisione, un’intenzione o un’attività già eseguita. La correzione consiste nel creare una sequenza essenziale: fatto deciso, documento disponibile, soggetto coinvolto, effetto documentato e punto ancora da chiarire.
La seconda riguarda la compagine e i poteri rappresentati. Prima della due diligence conviene confrontare i dati riportati nei documenti societari disponibili con quelli usati in patti, deleghe, prospetti interni, comunicazioni a controparti e archivi amministrativi. Non basta rilevare che due denominazioni o ruoli non coincidono: occorre distinguere un semplice errore redazionale da uno scarto che altera la lettura di chi aveva potere di decidere, di rappresentare la società o di autorizzare una determinata attività. Il passaggio risolutivo è associare ogni differenza a una data e al documento più vicino al fatto che si vuole ricostruire.
Una terza area è la coerenza tra decisioni societarie e numeri rappresentati. Un verbale può richiamare un investimento, un apporto, una rinuncia, un progetto o una scelta di sviluppo; i documenti economici possono mostrare voci che sembrano collegate a quel fatto oppure non renderne immediatamente leggibile il collegamento. Non è utile forzare un abbinamento. È più efficace predisporre una nota di riconciliazione che indichi: quale decisione si sta confrontando, quale documento economico la richiama, quale elemento coincide e quale elemento resta senza spiegazione. Una differenza ancora aperta è già un risultato operativo, perché evita di presentarla come coerenza già dimostrata.
La quarta incoerenza riguarda gli asset immateriali e i progetti innovativi. Descrizioni commerciali, pitch, piani di sviluppo e documentazione amministrativa possono usare parole diverse per il medesimo progetto; in altri casi usano lo stesso nome per attività differenti. Prima della due diligence è buona pratica costruire una scheda per ciascun asset o progetto rilevante: denominazione usata nei documenti, responsabile interno, documenti disponibili, relazione con la società e circostanza che richiede chiarimento. Questo non attribuisce automaticamente titolarità o valore all’asset, ma rende visibile dove il racconto societario è supportato e dove invece richiede integrazione.
Per impostare un controllo documentale più ampio su requisiti e materiali dell’impresa può essere utile l’approfondimento su come verificare la coerenza di requisiti e documenti di una startup innovativa o PMI innovativa.
Percorso di correzione prima dell’apertura della due diligence
- Definire il perimetro del fatto da ricostruire. Si parte da un tema alla volta: una decisione, un asset, un cambiamento nella compagine, una delega o una voce che non si spiega. Accorpare tutti gli scarti in un unico elenco rende più difficile stabilire priorità e responsabili.
- Mettere a confronto le versioni disponibili. Per ciascun tema conviene affiancare atto o verbale, documento economico pertinente, comunicazione a terzi e documentazione operativa. Il confronto deve rilevare con precisione il dato discordante: nome, data, ruolo, descrizione, importo documentato o collegamento mancante.
- Classificare lo scarto. Un’incoerenza può dipendere da una terminologia non uniforme, da una cronologia incompleta, da un documento non aggiornato o da un fatto che non trova ancora un riscontro. La classificazione evita di trattare con lo stesso rimedio un refuso e una ricostruzione sostanziale.
- Predisporre una correzione tracciabile. La correzione dovrebbe indicare quale documento viene aggiornato, quale elemento resta invariato, quali evidenze sostengono il riallineamento e quale punto non può essere risolto senza ulteriori informazioni. Una nota interna può accompagnare il lavoro, ma non sostituisce il documento necessario a chiarire il fatto.
Un errore frequente è aggiornare solo il documento più visibile, lasciando inalterati gli archivi che lo contraddicono. Un altro è riscrivere una descrizione di progetto senza preservare il collegamento con le versioni precedenti: così lo scarto scompare dalla superficie, ma resta irricostruibile per chi esamina la sequenza.
Come distinguere un disallineamento formale da uno scarto decisionale
Un disallineamento è più circoscritto quando la stessa informazione resta identificabile nei documenti e la differenza non cambia il soggetto, il momento o l’oggetto della decisione. Lo scarto diventa invece decisionale quando rende incerto chi abbia agito, cosa sia stato effettivamente deciso, quale risorsa sia collegata all’attività o come un fatto sia arrivato nella rappresentazione economica e documentale dell’impresa.
La distinzione si affronta con tre domande: il dato diverso cambia la lettura di una decisione? Esiste un documento coevo che permetta di ricostruirlo? La correzione proposta spiega anche i documenti successivi? Se il terzo punto resta scoperto, è preferibile dichiarare internamente la differenza e individuarne l’evidenza necessaria, invece di presentare una ricostruzione incompleta come chiusa.
Quando coinvolgere lo studio
Conviene coinvolgere lo studio quando lo scarto collega atti societari, verbali, bilanci, informazioni fiscali disponibili o asset immateriali e la direzione aziendale deve decidere se correggere, integrare la documentazione o rinviare una decisione. Alessio Ferretti STP, studio di commercialisti, può svolgere un’analisi preliminare del fascicolo disponibile, confrontando i documenti che descrivono lo stesso fatto e ordinando le priorità di integrazione, le alternative operative e i presidi documentali utili alla decisione.
Nel primo contatto è utile descrivere la situazione, l’urgenza della decisione e un elenco dei documenti disponibili, ad esempio tipo di atto o verbale, periodo dei documenti economici coinvolti e asset o progetto interessato. Le modalità di trasmissione della documentazione riservata possono essere concordate dopo il contatto.
Richiedi un’analisi preliminare riservata per una prima valutazione senza impegno.


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